fbpx
Connect with us

Hi, what are you looking for?

Ronaldo: il Fenomeno che cambiò la storia del calcio
Ronaldo: il Fenomeno che cambiò la storia del calcio

Sports Legends

Ronaldo: il Fenomeno che cambiò la storia del calcio

Se dici Ronaldo, le nuove generazioni pensano subito al fuoriclasse portoghese, Cristiano di Madera, che con Lionel Messi si contende lo scettro come migliore giocatore del nuovo millennio.

In realtà, gli appassionati non possono che pensare ad un altro giocatore con lo stesso nome, che ha segnato un’epoca cambiando drasticamente il modo stesso di concepire il calcio.

Parliamo di un brasiliano che ha incantato il mondo a cavallo fra gli anni ’90 e i primi 2000: Ronaldo Luís Nazário de Lima. Quando si parla di lui, comunemente si usa dire “Ronaldo, quello vero”.

Semplicemente il Fenomeno.

Ronaldo Fenomeno GIF | Gfycat
Ronaldo contro Marchegiani, in uno dei suoi famosi Dribbling

Bento Ribeiro – 18 Settembre 1976: nasce Ronaldo, o meglio Dadado

Per l’anagrafe il campione brasiliano nasce il 22 Settembre 1976 e ogni anno in tale data lo sport e non solo lo celebra come si deve.

Ronaldo però viene al mondo quattro giorni prima, il 18 Settembre, in un quartiere povero alla periferia nord-ovest di Rio De Janeiro, ovvero Bento Ribeiro. Ancor più precisamente al 114 di rua General Cesar Obino, a casa dei genitori Sonia e Nelio Nazario de Lima.

Il nome invece, scelto da sua madre, lo deve a colui che era presente al momento del parto: il dottor Ronaldo Valente. Nome impronunciabile per uno dei due fratellini maggiori, Nelinho di 3 anni, che gli preferisce un nome più semplice e istintivo da pronunciare: Dadado.

Infanzia e primi calci al pallone di Ronaldo: la Pelada

Ronaldo, cosi come la gente del suo quartiere, rifugia nei sogni e nelle speranze di un futuro migliore le sue giornate. Abbandonata la scuola dopo la separazione dei suoi, a 11 anni, dedica il suo tempo sin da bambino al calcio.

Si gioca infatti sulle Peladas, campetti di terra battuta, sassi e cemento che incontra lungo il tragitto casa-scuola. A terra la cartella e via sulla pelada, ore e ore, a mostrare degli scatti impressionanti, uniti ad un controllo di palla pressoché totale anche in movimento.

Imprendibile per coetanei e ragazzi più grandi, con la sua tecnica applicata alla velocità, segna raffiche di gol, marchiando le mura che delimitano i campetti. Per tutti Dadado è una sorta di alieno.

Prime esperienze di Ronaldo 

La prima esperienza è in una squadra di futsal (il calcio a 5 brasiliano), il Tennis Club Valqueire, addirittura come portiere. Non proprio una grande intuizione dell’allenatore.

Ma la sua natura è un’altra e ogni volta che decide di andare avanzare sono dolori per tutti. Un giorno dice, togliendosi i guanti: “Vado in attacco”. Da quel momento incomincia ufficialmente la carriera del piccolo Dadado, Ronaldo.

Il provino per il Flamengo: la delusione

L’idolo di Ronaldo è Arthur Antunes de Coimbra detto Zico e il sogno del piccolo, non tanto velato, è di ricalcarne le orme nell’immenso Maracanà. Un giorno ha l’opportunità di fare un provino proprio per la sua squadra del cuore, il Flamengo.

Per l’occasione mamma Sonia gli fa indossare l’orologio della prima comunione e partono in treno, alla volta di Gavea, centro d’allenamento dei rossoneri. 

Quel giorno rimarrà un brutto ricordo nel cuore di Ronaldo: i dirigenti del Flamengo, pur entusiasti per le sue doti fuori dal comune, non se la sentono di investire tanto denaro per le spese necessarie per treno e pullman. Troppo lontano Bento Ribeiro; troppo lontano il sogno del piccolo brasiliano che viene rispedito a casa.

Nel viaggio di ritorno, gli verrà pure rubato l’orologio.

Da questa esperienza imparerà che la povertà non è una brutta cosa: il cuore spezzato per un sogno infranto si.

Il Social Ramos Clube e il San Cristovao

Il talento cristallino di Ronaldo è troppo evidente per non veder luce, motivo per il quale viene ingaggiato dal Social Ramos Clube, società dilettantistica di calcio a 5 vicino casa.

Segnerà raffiche di gol, ad ogni avversario e in ogni partita, strabiliando di volta in volta i presenti. 

In men che non si dica, si presentano alla porta di mamma Sonia Alexandre Martins e Reinaldo Pitta, due bancari improvvisati talent scout. Li chiameranno, in seguito, il Gatto e la Volpe.

Questi comprano il cartellino del piccolo Ronaldo per 7.500 dollari con la promessa di una carriera importante.

Passa dunque al San Cristovao, squadra dotata di uno stadio da 8.000 posti. In breve tempo nella metropoli carioca non si parla d’altro che delle gesta calcistiche di questo quindicenne impressionante. Martins e Pitta hanno fatto centro. La loro pepita d’oro può iniziare la scalata al calcio che conta.

Il Cruzeiro di Belo Horizonte: Ronaldo diventa professionista

16 anni arriva infatti la prima grande occasione per Ronaldo: su di lui mette gli occhi il Cruzeiro di Belo Horizonte. I suoi intermediari trattano direttamente col mitico Jairzinho, campione del mondo 1970 col Brasile di Pelè. Si tratta del primo vero contratto da professionista.

Da ora in poi non sarà più Dadado. Per sua espressa volontà, diverrà soltanto Ronaldo.

Con le Volpi azzurre, ancora minorenne, sarà protagonista di un’annata devastante: 54 presenze fra campionato e coppe e 56 gol (5 in una partita sola). Da qui il suo celebre soprannome “O’ Fenomeno”

Dare la palla a Ronaldo significa aver già segnato mezzo gol.”

Jairzinho, ds Cruzeiro

Pelé viene scomodato nel paragone perché Ronaldo esordisce in nazionale a 17 anni contro l’Argentina: esattamente come O’Rei.

Mondiale USA ’94 – Campione del Mondo senza mai giocare

Forte di tale paragone cosi importante e di un interesse mediatico sempre più crescente, Carlos Alberto Parreira, ct della nazionale verdeoro, si porta al Mondiale Usa il reuccio di Bento Ribeiro

Coccolato da un’intera nazione, inneggiato in ogni stadio statunitense, il fuoriclasse brasiliano non giocherà neppure un minuto durante la competizione iridata.

Tutto il Brasile si scaglia contro il ct, urlandogli in coro “Burro!” (asino), a ripetizione. Nemmeno la vittoria ai rigori contro l’Italia e la conquista del campionato del Mondo, servirà al tecnico per conquistarsi i consensi di una nazione. Sarà cacciato col titolo di Campione.

Nella foto del trionfo, Ronaldo è sdraiato a terra, ugualmente felice, sotto la coppa, accanto a Romario e gli altri idoli brasiliani.

Quello negli Usa sarà il suo primo trionfo, ma contestualmente l’ultima volta in cui non ebbe un ruolo da protagonista assoluto. Da quel momento infatti, le chiavi della Nazionale saranno consegnate a Luis Nazario de Lima, Ronaldo.

Ronaldo al Psv

Nel frattempo, i suoi agenti, forti di una fama sempre più crescente, instaurano trattative con le più importanti squadre Europee del momento. A spuntarla sarà il Psv Eindhoven per la cifra record di 6 miliardi di dollari.

L’ex squadra di Romario, passato al grande Barcellona. Proprio al compagno di Nazionale chiederà informazioni il giovane Ronaldo: 

Ronaldo: “Cosa c’è a Eindhoven?”

Romario: “Freddo”

Ronaldo: “E poi?”

Romario: “La Philips.”

Ronaldo: “E poi?”

Romario: “Basta. Il freddo e la Philips.

Ronaldo e Romario

L’ambientamento in Europa

Gli inizi in terra olandese sono tutt’altro che semplici. Dall’altra parte del mondo, infatti, si ritrova solo, in una città non molto accogliente con una lingua ostica e come se non bastasse pure con un clima freddissimo.

Una sera a fine allenamento, i giocatori del Psv osservano il brasiliano che si toglie un calzettone dopo l’altro e ne contano dieci, prima di scoppiare a ridere.

Dopo soli tre mesi chiama mamma Sonia intimandole di raggiungerlo, insieme al fratello Nelinho e alla allora fidanzata Nadia, ad Eindhoven. Troppo forte la saudade carioca e, soprattutto, quella per il cibo materno.

Ma il regalo migliore glielo fa Vampeta, compagno di squadra, futuro interista. “È venuto un mio amico d’infanzia, si chiama Cesar. Può darti una mano.” Cesar diventerà un fratello per Ronaldo e molto altro: segretario, fattorino, confidente. Insieme al fido Cesar, combattere i mulini a vento della Philips diventerà molto più semplice.

Chiuderà il primo anno con 30 gol in 33 partite. Il secondo anno, costellato dai primi infortuni, che ne condizioneranno la seconda parte di carriera, lo vedrà comunque timbrare il cartellino 12 volte su 13.

Ronaldo tra Barcellona e Inter

La stella di Ronaldo è troppo grande per brillare nel cielo di Eindhoven, così si ritroverà a giocare nelle stagioni successive per i migliori club d’Europa. 

Dopo l’annata stratosferica tra le fila del Barcellona, con la quale vincerà la Coppa del Re, Supercoppa di Spagna, Coppa delle Coppe, ma soprattutto Pichichi e Scarpa d’oro, ovvero miglior marcatore di Spagna e d’Europa con 37 gol in 34 partite, Ronaldo sbarcherà in Italia, precisamente nella sponda nerazzurra di Milano, dove il Presidente Massimo Moratti farà follie per lui, stracciando ogni record precedente.

Verrà pagata infatti la clausola rescissoria di 48 miliardi di lire.

Ronaldo è nel campionato più forte, ma soprattutto è al centro del Mondo, oggetto di un vero e proprio culto da parte di tutti gli appassionati di calcio. Anche in Italia mostrerà subito le sue doti di goleador siglando 32 reti nella prima stagione, che gli valsero la Coppa Uefa.

Dicono di Ronaldo

Ronaldo è stato un attaccante completo: forte fisicamente e prolifico sotto porta è stato uno dei giocatori più rapidi al mondo, ma sapeva abbinare alla velocità un vasto repertorio tecnico che comprendeva finte, dribbling e doppi passi.

Potenza, tecnica, velocità e controllo tutte insieme all’ennesima potenza. Per capirne davvero la grandezza è utile leggere cosa dicono di lui i più grandi esponenti del calcio:

“Credo che Ronaldo pensasse che non aveva bisogno di lavorare duro come noi in allenamento. Che poteva fare in due giorni quello che gli altri facevano in 10. E di solito aveva ragione”

Emerson

Per la mia generazione è stato quello che Maradona o Pelè erano per le precedenti. Era immarcabile. Al primo controllo ti superava, al secondo ti bruciava, al terzo ti umiliava. Sembrava un extraterrestre. (Fabio Cannavaro)

Secondo me resta il più grande di sempre, il miglior attaccante che abbia mai visto. Meglio anche di Van Basten, un giocatore veramente impossibile da marcare. Ne parlavo con un grande come Maldini, Ronaldo ci ha fatto fare una serie incredibile di “figure da cioccolatai”. Vi assicuro che noi abbiamo marcato gente come Maradona, ma lui era assurdo. Lo marcavi stretto e lui ti chiamava la profondità, coprivi lo spazio per non dare la profondità e lui ti puntava in uno contro uno, era ossessionante. (Alessandro Costacurta)

La caduta di Ronaldo

La carriera di Ronaldo è stata caratterizzata da un’ascesa fulminea come i suoi scatti e da una brusca quanto drastica frenata durante il periodo all’Inter.

21 Novembre 1999, Inter – Lecce: quel ginocchio subisce una torsione innaturale, per colpa di una zolla infame di San Siro. Nove giorni dopo, il professor Gerard Saillant gli ricostruisce il tendine rotuleo.

Il 6 aprile 2000 Ronaldo può mostrare i suoi dentoni sorridenti: “Oggi è nato mio figlio Ronald e ho ricevuto il permesso di giocare, forse già con la Lazio. La vita è bella”.

E invece, una settimana dopo, 12 aprile, all’Olimpico di Roma, la vita lo falcia da dietro. Ronaldo rientra in campo al 13’ della ripresa. Tocca cinque palloni, l’ultimo al 19′.

Poi crolla a terra urlando nel mezzo di un dribbling.

Tonerà il Ronaldo che tutti conoscono verso la fine della stagione 2001-2002, giusto in tempo per versare le lacrime famose il 5 Maggio all’Olimpico, ancora Lazio-Inter

Quella che doveva essere la festa scudetto, il primo con la sua Inter, si rivelerà come la giornata d’addio. Ronaldo volerà ai Mondiali in Corea consapevole che il suo ciclo in Italia è chiuso

Il Mondiale in Corea da Protagonista

Con una capigliatura stravagante (capelli rasati e la famosa mezzaluna, il ciuffo), si presenta in Corea nella migliore forma possibile. Con la pressione addosso tutta su di se, si carica una squadra piena di campioni come non mai e porta al successo gli uomini di Scolari.

Il Brasile sarà infatti campione del Mondo con i suoi 8 gol. Un titolo di campione e di capocannoniere che rilanceranno nuovamente la stella di Ronaldo nel firmamento del calcio.

Ad aspettarlo, nella calda estate del 2002, il Real Madrid, la squadra più importante al Mondo.

Gli anni d’oro del grande Real

“Senza esitazioni, Ronaldo è il miglior giocatore con cui abbia giocato. Aveva una tale facilità di controllo. Era il numero uno. Ogni volta che mi allenavo con lui, vedevo qualcosa di diverso, di nuovo, di bello. Ecco quello che differenzia un buon giocatore da un giocatore straordinario”.

Zinedine Zidane compagno di Ronaldo al Real Madrid.

Nell’anno del suo secondo Pallone d’Oro (il primo nel 1997), Ronaldo inaugurerà il primo dei cinque anni al Real. Vincerà tutto ciò che un calciatore può vincere: dai premi nazionali a quelli internazionali.

La sua tenuta fisica e la sua forma non saranno più quelle dei primi anni e questo, nonostante più dei 100 gol segnati coi blancos, diverrà un problema con l’avvento di Don Fabio Capello che lo metterà fuori rosa.

Fine carriera fra Milan e Corinthians

Prima di ritornare nel suo Brasile e chiudere la carriera, avrà ancora tempo per chiudere la sua trionfale esperienza europea in un’altra grande del calcio europeo: il Milan di Silvio Berlusconi. Decisivi i suoi 9 gol ai fini del raggiungimento del quarto posto in campionato che significava qualificazione in Champions League.

Tra i gol, si annovera anche quello ai cugini dell’Inter, sua vecchia squadra. Per la rabbia dei milioni di tifosi che dieci anni prima lo avevano osannato e innalzato sul tetto del mondo.

Nullo il suo apporto al conseguimento della stessa Champions League conquistata dai rossoneri, poiché non poteva esser impiegato nella stessa stagione da due club diversi.

Nel 2008 l’ennesimo infortunio che ne chiude l’esperienza nel calcio che conta.

Chiuderà infatti la carriera in Brasile, al Corinthians, falcidiato ancora da infortuni e da evidente sovrappeso.

Ronaldo tra i più grandi di sempre

Per il suo modo di interpretare il calcio (fatto di tecnica, potenza e velocità), per l’impatto mediatico planetario raggiunto e per i trofei raggiunti, Ronaldo è entrato direttamente nell’élite della storia di questo sport, affiancandosi a miti quali Pelè, Maradona e raggiunto, negli ultimi decenni da Messi e Cristiano Ronaldo.

Tutti si chiedono però, cosa avrebbe potuto raggiungere se la sua carriera non fosse stata falcidiata da infortuni gravissimi. Quali altri record avrebbe infranto se avesse avuto più disciplina.

In ogni caso, Auguri Ronaldo Luis Nazario de Lima, Fenomeno di Bento Ribeiro.


Scopri Dalvin Market

Il nostro team è sempre al lavoro per scovare i migliori prodotti (marche e prezzo), filtrare le vere opportunità di mercato, consigliarti i prodotti dei migliori brand e gli articoli del momento, attraverso l’utilizzo di programmi specifici, ogni giorno.

Iscriviti subito al canale Telegram Dalvin Market e non perdere il prossimo affare!

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe Interessarti anche:

Sticky Post

Cos’è Amazon Warehouse? Ti stai chiedendo come sia possibile che nella playlist quotidiana di Dalvin Market si trovino articoli con sconti fino al 90%?...

Deals

Amazon si sta impegnando sempre di più per rendere gli acquisti nel proprio marketplace più semplici e comodi per gli acquirenti, introducendo finalmente la...

Deals

Immagina: un’auto a noleggio con la semplicità di un acquisto su Amazon! Vorresti un auto a noleggio che ti garantisca: Burocrazia quasi nulla Costi...

Tech Life

In questo approfondimento parleremo di Telegram: Servizio di messaggistica istantanea con oltre 400 milioni di iscritti (ad oggi) e che registra un incremento di...

Copyright © 2020 powered by Dalvin. Dalvin.it: approfondimenti, guide e consigli su come risparmiare sul web. Ottimizza le tue spese, risparmia con noi! In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno per ciascun acquisto idoneo. Tutti i marchi, registrati e non, e altri segni distintivi presenti nel sito appartengono ai legittimi proprietari e non sono concessi in licenza né in alcun modo fatti oggetto di disposizione, salvo espressamente indicato.

Scroll Up