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Calcio Totale - Capitolo 1 - Papu Gomez
Calcio Totale - Capitolo 1 - Papu Gomez

Sports Legends

Papu Gomez: Gli sliding doors che lo hanno portato alla Dea

Nel corso della vita ci sono dei momenti che segnano il percorso di un uomo: gli sliding doors, ovvero quei precisi attimi dove una variabile cambia la rotta di una persona, stravolgendo di fatto la natura degli eventi. Alejandro Dario Gomez, conosciuto come El Papu (da “el Papuchi” datogli dalla madre), sliding doors ne ha attraversati diversi prima di vestire la maglia dell’Atalanta. Ma andiamo con ordine, ripercorrendo le tappe più importanti della sua carriera e i vari punti di snodo che lo hanno portato alla Dea.

Le Origini del Papu Gomez

L’estro e la fantasia hanno sempre contraddistinto il folletto di Avellanada (città portuale in provincia di Buenos Aires). E’ cresciuto in una famiglia di tifosi dell’Independiente: suo zio è Hugo Villaverde, difensore nella rosa che vinse l’Intercontinentale nel 1984. Papu inizia a giocare a calcio ammirando le gesta dei suoi idoli Del Piero, Riquelme, Pablo Aimar e Veron.

Nel 2007 è già campione del mondo con la nazionale Under-20 Argentina, in una squadra dove figurano Di Maria, Banega, Zarate, Aguero, Maxi Moralez (proprio El Fraquito che passerà da Bergamo indossando la maglia dell’Atalanta).

In questo periodo Gomez gioca per l’Arsenal de Sarandì. Fino a poco tempo prima la squadra di Avellanada vantava una partnership con il Barcellona, che prevedeva l’acquisto dei giovani calciatori più talentosi da crescere nella Masia in Catalogna. Il Papu non arriva ad usufruire di tale canale preferenziale e crescere all’ombra di mostri sacri del calcio mondiale, ma avrà ugualmente modo di mettersi in luce. Con questa maglia è infatti decisivo con un gol pesantissimo nella finale di Copa Sudamericana vinta dalla sua Arsenal de Sarandì contro i messicani dell’America. A 19 anni, il mondo si accorge di lui. Gustavo Alfaro, il tecnico dell’Arsenal, è anche quello che si è più affidato al Papu nella sua incarnazione più spuria e selvaggia, lasciandolo libero di svariare per tutto il fronte d’attacco. Per lui non sarà sempre cosi.

Sliding Door #1 – L’intuizione del Cholo

Da trequartista-seconda punta spazia su tutto il fronte d’attacco andando facilmente in conclusione. La sua posizione in campo sarà però presto cambiata da uno dei suoi mentori, El Cholo Pablo Simeone. Egli lo allenerà dapprima al San Lorenzo nel 2009 poi in Italia nelle file del Catania. L’allenatore argentino lo vede più come un’ala esterna. Avvalora tale idea sostenendo che solo così, aggiungendo sacrificio al suo estro, riuscirà ad imporsi anche nel calcio che conta nel vecchio continente.

La cosa non piacerà inizialmente al giovane Papu Gomez che vede cosi depotenziata la sua propensione alla fantasia e al gol, dovendo ripiegare sulla fase difensiva. I due litigano aspramente: Gomez pur essendo molto giovane mostra personalità nel confronto diretto con un elemento di spicco come Simeone; nelle partitelle settimanali non fanno altro che accapigliarsi.

L’occasione

Dopo l’iniziale reticenza, seguirà le sue direttive e sarà questo il primo degli sliding doors. Sarà proprio l’interpretazione del suo nuovo ruolo a destare la curiosità dell’allora Direttore Sportivo del Catania Pietro Lo Monaco che racconterà di lui:

“Nel primo tempo mi stregò con una giocata. Ricordo che fece un rientro rapido per recuperare palla quasi all’interno della sua area di rigore mostrando grande sacrificio e personalità. In una situazione di assoluta precarietà fu capace di dribblare l’avversario e far ripartire l’azione della sua squadra. Sono rimasto talmente impressionato che mi spostai nella ripresa nell’altro lato dello stadio per vederlo da vicino nella sua fascia di campo di competenza. A fine gara lo incontrai negli spogliatoi dicendogli che volevo a tutti i costi portarlo in Italia con me, subito. Col rischio di sembrargli pazzo, non potevo perdere quell’occasione.

Pietro Lo Monaco, AD Calcio Catania 2012

Fu così che la carriera di Papu Gomez fece un enorme balzo in avanti. Lascerà il San Lorenzo, che rimarrà un’esperienza fondamentale ma poco felice a causa del rapporto non proprio idilliaco, per usare un eufemismo, con i tifosi. Questi non gli perdonarono mai il suo tifo per i rivali dell’Independiente fischiandolo spesso dagli spalti. Una volta arrivarono addirittura ad applaudire, durante una partita, l’arbitro che lo aveva appena espulso, tra l’incredulità e le lacrime del Papu.

L’arrivo in Europa di Papu Gomez

In Italia arriverà il secondo incontro più importante per la sua carriera: Marco Giampaolo. Maestro di calcio e di tattica, si dedicherà alla sua formazione completa come esterno. Ancora oggi El Papu non perde occasione per ringraziare il Cholo per l’intuizione e Giampaolo per la scuola. A Catania si mette in mostra in quella che veniva definita la “Segunda Seleccion”, squadra composta per 10/11 da argentini. Tra i vari allenatori che si succederanno alle pendici dell’Etna, ci sarà proprio il Cholo Simeone.

Di questo periodo si ricorda tra l’altro l’allegria straripante del Papu Gomez, che lo accompagnerà anche dopo facendolo diventare un personaggio seguitissimo sui social. Fonda in ritiro il gruppo Los Vulcanos (riferimento all’Etna), formato dai compagni Castro, Izco, Spolli, Bergessio e Alvarez.

Dai balli estivi alle perle in campionato che ne faranno un beniamino dei tifosi. Da ultimo arrivato a uno dei più talentuosi calciatori in Serie A. Dopo 3 stagioni chiude la sua esperienza in Sicilia con un bilancio di 111 presenze e 18 gol tra campionato e Coppa Italia. 

Sliding Door #2 – Una scelta azzardata

Arriva il momento per il definitivo salto di qualità: l’approdo in un top club europeo. La possibilità, finalmente di poter calcare palcoscenici più prestigiosi e lottare per vincere trofei. Del resto, l’interessamento, tra tutte, di Inter e Atletico Madrid, per volontà del nuovo allenatore, un certo Diego Pablo Simeone, sembrano indirizzare la sua carriera. Qui però arriviamo allo sliding doors più importante, che avrebbe potuto rappresentare l’inizio della parabola discendente nella carriera del Papu. Quelle scelte un pò azzardate che allontanano un calciatore dalla definitiva ribalta.

L’anno in Ucraina di Papu Gomez

Infatti, dopo aver intavolato diverse trattative di mercato con le sopraccitate società, si arriva ad una situazione di stallo a causa del prezzo ritenuto eccessivo (10-12 milioni di euro).

È qui che arriva l’offerta giusta ma dalla squadra che non ti aspetti: il Metalist Kharkivsquadra ucraina qualificata ai play-off di Champions League, ricca di giocatori sudamericani. Quest’ultimo è un particolare non indifferente. Il gelo e l’ambiente atipico per il calcio fanno meno paura con la presenza di connazionali che portano quel calore latino; può ritrovare quel sentore di casa già avvertito nello spogliatoio a Catania. Un area di comfort insomma.

Certo, Papu è deluso dalle possibilità di mercato svanite, ma al tempo stesso tentato da un’offerta obiettivamente irrinunciabile. Il Metalist offre quattro volte lo stipendio percepito sino ad allora. Decide di accettare la proposta del magnate. Prende tale scelta come un’occasione di vita e si convince dell’idea di provare a vincere il campionato ucraino calcando pure il palcoscenico europeo.

Le cose però non vanno come preventivate. Da una parte, sportiva, il Metalist viene escluso dalla Champions per una brutta storie di combine risalente agli anni precedenti. Dall’altra il Papu si ritrova catapultato d’improvviso in un territorio di guerra:

Girano con i mitra, la gente viene uccisa per strada, non voglio tornare, ho paura”. 

Alejandro El Papu Gomez, 2013

Il ritorno in Argentina

Torna di corsa nella sua Argentina, come i suoi connazionali, e non farà più ritorno in Ucraina. Qui la sua carriera avrebbe potuto prendere una strada impervia: sarebbe potuto rimanere vincolato contrattualmente e subirne le conseguenze legali. Il rischio di rimanenere fermo per diverse stagioni era alto. In alternativa si prospettava l’idea di ripartire dal campionato argentino (si era prospettata l’ipotesi San Lorenzo), ma ciò avrebbe significato un definitivo passo indietro.

Sliding Door #3 – La svolta

La voglia di restare in Europa da parte del Papu è alta. Proprio allora, avvalendosi del contenzioso ancora in atto fra Metalist e Catania, l’Atalanta entra prepotentemente in gioco. La famiglia Percassi crede nelle potenzialità espresse dall’argentino e propone una formula che accontenta tutti. Rimborsa il Metalist delle rate versate al Catania. Mette, inoltre, per iscritto un accordo con la società etnea che prevede il 30% di una futura rivendita del calciatore negli anni a seguire. Alejandro è dunque pronto a ripartire. Consigliato dal suo vecchio amico Maxi Moralez, ex dell’Atalanta, sulla bontà del progetto bergamasco, decide di accettare seppur tornando a lottare nuovamente per la salvezza. 

Progetto Atalanta

Sembra l’ennesimo passo indietro, la solita squadra che funga da trampolino di lancio. Invece per il Papu si tratterà dell’inizio di una storia d’amore lunga sei anni e oggi nel suo momento di maggiore slancio. Tutto grazie al solido progetto della famiglia Percassi che prevede valorizzazione del settore giovanile, plusvalenze milionarie, nuovo stadio e un allenatore visionario, Gasperini. Alejandro Gomez troverà definitivamente il suo habitat naturale e arriverà per lui la definitiva consacrazione.

La Consacrazione del Papu

Arriveranno gol pesantissimi, doppia cifra in campionato, record su record per la squadra bergamasca. L’Atalanta passerà dal semplice obiettivo della salvezza, al raggiungimento del piazzamento Europa League e Champions League. Nella stagione appena conclusa, lotta addirittura per lo scudetto, classificandosi al terzo posto con record inimmaginabili. Su tutti, miglior attacco degli ultimi 60 anni di serie A. Gioca il miglior calcio d’Italia, attirando le simpatie e la curiosità di tanti sportivi. Come se non bastasse, la prima partecipazione alla Champions resterà agli annali come un miracolo sportivo. L’Atalanta infatti, dopo un inizio traumatico con tre sconfitte consecutive nel girone, inizierà ad inanellare vittorie ed imprese che la porteranno ai Quarti di finale, a Lisbona, contro il Psg di Neymar e Mbappe. Il Papu e i suoi compagni si ritroveranno quasi qualificati alle semifinali fino a due minuti dalla fine, grazie alla rete di Pasalic, prima della rimonta parigina. A trascinare comunque la squadra in Italia e in Europa il capitano e simbolo della squadra: di chi parliamo? Naturalmente del Papu Gomez.

Papu Gomez: Esempio per gli altri

In una recente intervista ha dichiarato che non ha mai baciato alcuna maglia. Non è questo per il Papu il modo di dimostrare il legame con una piazza. Lo fa invece con i suoi valori: lealtà, allegria, lavoro, sacrifici, dedizione, rispetto. Da qui si può capire come Bergamo abbia trovato un vero simbolo, più che una bandiera.

Lui che con Gasperini agisce a tutto campo, spaziando dal ruolo di trequartista, ad esterno d’attacco, a seconda punta sino ad attaccante centrale nelle soluzioni più offensive. Proprio per questo ha dichiarato:

“Ringrazio Simeone per la sua intuizione e per i suoi consigli tattici, ma non aveva pienamente ragione. Mi sono imposto in Europa in ogni ruolo d’attacco. Avevo ragione io”.

Alejandro El Papu Gomez, 2020

Come dagli torto, anche se oggi il Papu è un calciatore nel pieno della sua maturità, che lotta, inventa e si sacrifica per la squadra. Senza contare la sua allegria e la carica contagiosa che lo hanno reso uno dei calciatori più seguiti e amati da tutti del campionato nostrano. Gli hanno pure dedicato una canzone, divenuta tormentone estivo, prendendo spunto dai suoi ormai celebri balletti postati sui social. Essa include nel suo ritornello ciò che Papu rappresenta per gli amanti del calcio: “Toda la banda, todo el estadio, y todo el mundo baila como el Papu“.

A chi gli ha chiesto se non avesse meritato la chance in una big ha invece risposto:

“Invece di pensare ad una Big è stato molto più bello, difficile e stimolante rendere tale l’Atalanta.”

Alejandro Papu Gomez, Il Corriere della Sera

Con buona pace del Catania, che da sei anni a questa parte vede svanire ogni anno la percentuale di rivendita. El Papu è ormai cittadino onorario di Bergamo dal dicembre 2019, centro assoluto di un progetto vincente, consacrato tra i protagonisti della Serie A.

Gli sliding doors cambiano la vita: scelte, incontri, passaggi a vuoto, tutte variabili di un destino che cambia. In questo caso, una Dea si è posata sul talento innato di un argentino, vedendoci bene.


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